Paura dell’esibizione in pubblico

Paura dell’esibizione in pubblico

Il tema della paura dell’esibizione in pubblico è un tema molto vasto, che comprende un’enorme base teorica, dedicata alla posa di chi si esibisce, al suo aspetto, allo stile di come si presenta il programma, all’arte vocale, alla mimica, ai gesti e alla capacità di catturare l’attenzione dell’uditorio, e così via. Di questo abbiamo già parlato nella rubrica “Carisma”, e di come ciò si possa imparare soltanto grazie ad una pratica regolare. In questo articolo, invece, si parla proprio della psicologia delle esibizioni in pubblico, ed in particolare della paura che molti provano in quel momento ed anche del modo per superarla.

La paura davanti all’auditorio (o paura  delle esibizioni in pubblico, paura della scena, che in fin dei conti è la stessa cosa) in misura maggiore o minore la prova il 90% di chi  si esibisce in pubblico. Ad essere nervoso prima dell’esibizione è il 99%.  Gli studiosi hanno dimostrato che nel momento dell’esibizione pubblica in molti soggetti si libera la stessa quantità di adrenalina che si libera quando si fa un lancio con il paracadute.  E’ stato stabilito che la pura dell’esibizione in pubblico occupa il secondo posto, dopo la paura della morte, ed anzi in alcune persone sta addirittura al primo posto!

Perciò, amici, prima di intraprendere qualsiasi attività, bisogna approcciarsi alla teoria di questa stessa attività. Infatti,  per superare la paura dell’esibizione in pubblico è necessario sapere perché si presenta.

La paura è una reazione di difesa dell’organismo che può aiutarci ad evitare errori fatali e rischi per la vita. Una paura moderata, o precisamente una leggera ansia,  è un’emozione utile e necessaria. Nel momento della nostra esibizione, essa ci aiuta a concentrarci meglio e a non perdere il filo del discorso. Ma una paura eccessiva fino ad un forte tremito delle ginocchia è il nemico principale per chiunque si esibisca!

 

Perché si prova paura nell’esibirsi in pubblico

  • Tutto risiede nei nostri atavici istinti

Gli antichi facevano tutto insieme, perché così era più facile sopravvivere. Insieme cacciavano e  si difendevano dagli animali feroci. Insieme si difendevano dagli attacchi di altre tribù. Ossia, allontanarsi dagli altri era pericoloso e perciò si evitava.  Ma come superare questo antico istinto? Il modo più semplice è prendere coscienza che il nostro mondo è cambiato e sono comparse nuove “regole di gioco”.  Le esibizioni pubbliche, va da sé,  sono diventate un elemento importante per l’uomo moderno, e per chi ha grandi ambizioni e vuole sfondare è particolarmente importante possedere un forte controllo su di sé.

  • “Non metterti in mostra, sii come gli altri!” Questo è il dettato sociale.

Già dalla prima infanzia ci hanno insegnato ad essere obbedienti, docili nell’eseguire la volontà dei genitori, degli educatori, dei maestri. Ricordate come eravate alla scuola materna: ci mettevamo in fila per andare a passeggio,  per il pranzo, andavamo ad altre manifestazioni collettive, sempre tutti insieme “intruppati”, quasi come in caserma. E, sì, l’uomo è un animale da branco e da solo si sente a disagio. E la cosa principale, può svilupparsi solo nella società. Una qualsiasi esibizione in pubblico  è prima di tutto l’espressione della propria individualità, e in particolar modo l’espressione del proprio punto di vista. Qui bisogna distinguersi dalla folla essere “non come sono tutti gli altri”. E questo è molto difficile per la maggior parete delle persone.

  • La lontana infanzia

La maggior parte delle nostre paure nasce nella prima infanzia. Ad esempio: una mamma con un bambino è su un mezzo pubblico, il bambino piange forte o grida e la mamma reagisce con una frase del tipo: ”smettila di gridare, ci guardano tutti!”, “Se non la smetti di gridare non ti voglio più bene”, “Se continui a urlare me ne vado e ti lascio solo!”.  Per un bambino una promessa del genere è associata alla morte, perché lui non può sopravvivere senza la mamma, in questo momento della sua vita, la mamma è la migliore difesa, è la persona  più importante. Nel subconscio del bambino rimane l’imprinting “se parlerò a voce alta o griderò la mamma non mi vorrà più bene,” o “se parlerò a voce alta o griderò la mamma mi abbandonerà”.  Ci è noto, dalle caratteristiche di evoluzione della reazione di paura, che il corpo del bambino ricorda il “momento di pericolo” , di conseguenza  lo può riprodurre in qualsiasi momento ed in quel caso gli organi di fonazione bloccano  con una tensione muscolare le corde vocali.  Ciò viene inculcato per mezzo di ripetute iterazioni della situazione, diventando una sorta di ammonizione. Spesso proprio questo lontano ricordo può spiegare l’improvviso smarrimento o la  perdita di controllo sulla voce di un cantante, un oratore, insomma di qualcuno che deve esibirsi in pubblico.

  • Paura delle critiche

Le persone temono di esibirsi in pubblico anche a causa della paura delle critiche. Se avete paura di esibirvi in pubblico, questo è un chiaro segnale che dipendete fortemente dal giudizio altrui e che non siete sicuri di voi.

  • Agorafobia e demofobia

L’agorafobia è la paura degli spazi aperti e per estensione comprende anche la demofobia paura della folla, infatti se una persona si esibisce in uno stadio o in un grande auditorium può non comprendere con chiarezza se ha paura proprio della folla o dell’ambiente.

  • Altre cause

Un’altra causa può  essere rappresentata dalla cattiva preparazione di chi deve esibirsi o dalla sua incompetenza riguardo al suo ruolo.

Oltre a ciò influisce sulla persona anche la genetica e la psicologia.

I fattori psicologici, il temperamento e l’esasperazione influiscono sul senso di paura, essi si trasmettono geneticamente.

Naturalmente con ciò  non abbiamo esaurito l’elenco delle cause che possono portare all’insorgenza della paura prima delle esibizioni in pubblico. Possiamo citare ancora  la cultura, la religione o l’ambiente circostante, ma ciò ci porterebbe troppo lontano.

                                                                                                                                   

                      

Vi sarò grata se vorrete dividere con me le vostre impressioni. I vostri commenti, le vostre osservazioni o punti di vista per me sono molto importanti.

 

 

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