Il coraggio più grande è essere se stessi (J.L. Spalding)

 

Gli psicologi americani Robert e Mary Goulding hanno messo a punto una teoria che afferma che molti problemi psicologici irrisolti dei genitori si trasferiscono ai figli, e in maniera più acuta. Questo trasferimento avviene attraverso la suggestione da parte dei genitori nei confronti dei figli, già nella prima infanzia. Possiamo insegnare ad altri solo quello che conosciamo. Così i genitori trasmettono ai propri figli le “direttive geneitoriali”, su come bisogna vivere, rapportarsi con gli altri e con se stessi.

Una direttiva è un ordine occulto, non formulato con parole o azioni chiare da parte del genitore, che se non osservato dal bambino provoca una punizione. Punizione diretta ( uno scappellotto, una bastonatura, una minaccia silenziosa o una sgridata), o indiretto: un senso di colpa nei confronti del genitore, che ha impartito la direttiva. Il bambino (ma spesso anche l’adulto, visto che anche noi ci regoliamo gli uni con gli altri mediante direttive) non è in grado di decifrare questo senso di colpa senza un aiuto esterno. Proprio seguendo le direttive, il bambino si sente “ buono e nel giusto”. Per questo è incredibilmente difficile (ma è possibile) superare quel livello di pienezza della vita e umanità che hanno raggiunto i genitori. E in questo caso se non ci si sforza fortemente, quel bambino ormai uomo, sarà anche più infelice dei genitori stessi. La direttrice principale in cui si possono far convergere tutte le altre è “ Non essere te stesso”. L’uomo con questa direttiva è costantemente insoddisfatto di sé.

Uomini di questo tipo vivono in perenne doloroso conflitto interiore con se stessi. Le altre direttive, riportate più in basso spiegano tutto ciò. Ecco brevi esempi di queste direttive (se ne possono contare decine e esaminarle dettagliatamente).

1. Prima direttiva: “ Non vivere” Quanti problemi ci hai procurato con la tua nascita.

2. Seconda direttiva: “Non credere a te stesso”. Noi sappiamo meglio di te di che cosa hai bisogno. Si troverà sempre qualcuno che sa meglio di te cosa devi fare.

3. Terza direttiva: “Non essere bambino” Sii serio, non vale la pena gioire. E il bambino, una volta divenuto adulto, non riesce in nessuna maniera ad imparare a rilassarsi completamente e a sentirsi soddisfatto, perché sente la colpa dei suoi desideri e necessità “infantili”. Ed oltre a ciò, una persona del genere ha estrema difficoltà a rapportarsi con i bambini.

4. Quarta direttiva: “Non avere sentimenti”. Questo imperativo può derivare direttamente dai genitori che hanno imparato loro stessi a nascondere i loro sentimenti. Il bambino impara a “non ascoltare” i segnali del proprio corpo e della propria anima che indicano possibili fastidi.

5. Quinta direttiva: “ Sii il migliore” Altrimenti non potrai essere felice. E poiché non è possibile essere il migliore in tutto, questo bambino non potrà mai essere felice nella sua vita.

6. Sesta direttiva: “Non bisogna credere a nessuno, fidati solo di me”. Il bambino impara a credere che il mondo circostante è un nemico che nasconde solo inganni e raggiri.

7. Settima direttiva: “Non fare”. Come risultato il bambino ha paura a prendere qualsiasi decisione autonomamente, e non sapendo dove è l’inganno, ha difficoltà, dubbi e paure ogni qualvolta si trova dinanzi una cosa nuova.                                                                                                        

                                                                                                                                                                 

                                                                                                                                                                   

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